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CONCORSO DI BRESCIA

Pubblicato da MARZALI MAURO in PRESA DI POSIZIONE · 2/2/2017 16:05:21
Tags: CONCORSO

Dalla stucchevole diatriba,” concorso di Brescia”, invero un po' infantile che spesso gli specialisti di branca oppongono ai medici di medicina d'emergenza urgenza, sulle proprie capacità imprescindibili, è umiliante per i medici e del tutto improduttiva.
E si radica in una politica assai vetusta, che ancora celebra il cursus honorum romano. Là dove gli operatori di medicina d’urgenza davvero essenziali nella sanità, invece si vedono privati di ogni “progressione di carriera” e obbligati a una quotidianità sempre meno umana.

I medici schiacciati da una cooptazione inaccettabile da parte di certe frange di sanità medica, di altre professioni e della classe politica, a cui hanno prestato il fianco in maniera acritica, cavalcando addirittura quella che, erroneamente, credevano una opportunità, e che oggi si ritrovano inopinatamente senza visione strategica “illuminata”. E senza una visione politica che sappia garantire, attraverso i SSR, ai cittadini i livelli minimi assistenziali soprattutto nell’area dell’emergenza urgenza di un sistema che va in crisi tutti gli anni per un’influenza. Evento Previsto e Prevedibile.

Di fronte alle realtà come a Nola, bene ha fatto la Lorenzin a definire quei medici "sono eroi che hanno fatto il loro lavoro", perché loro sanno fare quel lavoro sono specialisti a gestire il caos. Non bisogna fare cose eccezionali, bisogna fare cose normali.

Fa piacere che il ministro Lorenzin pensi che i medici, infermieri e operatori che lavorano nei pronto soccorso e nel sistema di emergenza urgenza siano degli eroi che fanno il loro lavoro e quando arriva un malato rivendicano il diritto e il dovere di curarlo. I disagi vengo dalla non chiarezza dell’organizzazione, dei ruoli e dei compiti che i servizi di emergenza devono dare, in una realtà cosi eterogena in Italia all’interno del SSN e dei SSR.

"I medici hanno fatto io proprio dovere, non vedo che responsabilità possano avere. Qua se ci sono responsabilità sono a livello apicale, a livello di Asl e 118, del perché non funziona il territorio" afferma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin commentando il caso di Nola.

La gestione della acuzie in ambito ospedaliero e nel “setting” territoriale è una necessità costosa, difficile e richiedente un senso di abnegazione enorme.

Di fatto la disomogeneità dei sistemi regionali di soccorso, dei servizi di PS, dimostrano quanto gli amministratori della cosa pubblica, oppressi da una visione miope e paranoidea, preferiscono spesso relazionarsi con il grande luminare, meglio se ricco e famoso. Ancora un vecchio modo individualistico di concepire la sanità pubblica. Ecco che la rete dell’emergenza non funziona. Medici di Emergenza e i sistemi di emergenza non possono essere gestiti come una corsia di Ospedale o una sala Operatoria o una terapia Intensiva.

Oggi il malato acuto deve essere accolto negli ospedali da medici di emergenza urgenza che sono organizzati anche da una specializzazione apposita.
Si tratta di una professionalità “orizzontale” impegnativa e difficile che obbliga a un aggiornamento molto più faticoso della professionalità verticale di uno specialista “settoriale” che gestisce un ventaglio limitato di patologie.

Si tende a dimenticare da parte di colleghi immersi nella vetero medicina e da parte di direttori generali e politici con caratteristiche già citate, che il medico di emergenza urgenza è uno specialista.
Uno specialista orizzontale obbligato a conoscere di tutte le specializzazioni quella parte che interessa il riconoscimento e la gestione della acuzie, tutte le patologie mediche e chirurgiche dove il “tempo è critico”.

È necessario un intuito raffinato e una intellettualità che non può giovarsi della ripetitività del “fare” in modo “intensivo” sempre la stessa cosa. Per cui lo stress dell'operatore e il suo profilo complesso è molto sollecitato.

Dispiace che ancora in un sistema sanitario nazionale tra i migliori al mondo, gli amministratori la politica stentino a capire la importanza di tale figura, e l’importanza dell’organizzazione e del governo del sistema.  

Ciò non solo è una illusione ma un delirio.
Gli ospedali moderni dovranno ben armonizzare le collaborazioni professionali, in un clima sereno e costruttivo. Dove al centro c’è una persona.
Fuori di deliri e manie di grandezza che hanno distrutto il paese.




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